Piano Regolatore di Roma del 1931

Piano Regolatore di Roma del 1931, dettaglio dell’area tra Prati, Villa Borghese, Stazione Termini e San Giovanni

Sovrapposizione del Piano Regolatore di Roma del 1931 su base cartografica Open Street Map.

Il Piano Regolatore di Roma del 1931 nasce da una commissione in cui Marcello Piacentini e Gustavo Giovannoni ebbero un ruolo di primo piano.

La carta è un’elaborazione sull’originale de La Gazzetta della Capitale.

Il R.D.L. 6 luglio 1931 n. 981 approvò il piano. La legge 24 marzo 1932 n. 355 convertì poi il decreto.

Il piano prevedeva l’isolamento dei principali monumenti dell’antichità, un’espansione urbana differenziata per zone e una riorganizzazione delle infrastrutture.

Caratteristiche principali del Piano Regolatore di Roma del 1931

  • Isolamento dei monumenti: il piano prevedeva ampie demolizioni nel centro storico per fare “largo” attorno alle vestigia imperiali (come il Teatro di Marcello, il Pantheon e l’Augusteo), affinché giganteggiassero nella “necessaria solitudine” voluta dal regime.
  • Espansione urbana differenziata:
    • Zona Est (Salaria-Appia): edifici intensivi e palazzine.
    • Zona Ovest (Flaminia-Portuense): villini a bassa densità.
    • Zona Sud (Testaccio-Magliana): aree industriali.
  • Infrastrutture: il piano introdusse per la prima volta il concetto di anello ferroviario, insieme a una radicale riorganizzazione dei collegamenti periferici e della grande circonvallazione.
  • E42 / EUR: da quel contesto urbanistico derivò, nel 1936, il piano di Piacentini per l’Esposizione Universale del 1942, divenuto poi il quartiere dell’EUR.

Storia del Piano Regolatore di Roma del 1931

All’epoca un Governatorato reggeva Roma. Il censimento del 21 aprile 1931 contò 942.657 abitanti residenti. Inoltre la popolazione presente superò per la prima volta il milione: 1.009.244 abitanti, il 45,91% in più rispetto al 1921.

Una commissione speciale redasse il piano. Marcello Piacentini e Gustavo Giovannoni vi ebbero un ruolo di primissimo piano. Tuttavia, le loro visioni urbanistiche erano profondamente diverse e spesso in aperto contrasto.

Nel 1930 il Governatore di Roma, Francesco Boncompagni Ludovisi, nominò la commissione ministeriale. Inoltre, accanto a Piacentini e Giovannoni sedevano altre figure chiave dell’architettura e dell’ingegneria: Corrado Muñoz (direttore dei servizi urbanistici del Governatorato), Roberto De Vito, Vincenzo Fasolo e Alberto Calza Bini.

Il regime fascista ideò il Piano Regolatore di Roma del 1931 per dare un assetto monumentale alla capitale e superare l’inadeguatezza del precedente Piano Sanjust. Infine, grandi sventramenti nel centro storico segnarono il progetto, seguiti dall’espansione verso il mare per l’E42.

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